![]() |
Fernando Pessoa |
|||||
![]() |
||||||
|
Trascorse i primi anni della sua vita in Sudafrica. Nel 1913, lancia il "paulismo". Nel 1934 pubblica Mensagem, raccolta di versi in portoghese che comprende scritti di teologia, occultismo, politica, filosofia ed economia. La sua poesia verrà emulata dai poeti successivi alla sua morte. |
||||||
|
Il 30 novembre 1935, Pessoa muore in un ospedale di Lisbona, dopo una crisi epatica. Mensagem (1934), Poesias de Fernando Pessoa(1942), Poesias de Álvaro
de Campos (1944), Odes de Ricardo Reis (1946), Poemas de Alberto Caeiro
(1946), Poemas dramaticos (1952), Poesias ineditas (1955 e 1956), Quadras
ao gosto popular (1965), Novas poesias ineditas (1937), Poemas inglese
(con tra-duzioni di Jorge de Sena, Adolfo Casals Monteiro e José
Blanc de Portugal, 1974), Livro de Desassossego (libro dell'inquietudine
1982), Una sola moltitudine (1979-84) |
||||||
|
|
||||||
|
Home - Foto Vostre - Natura - Mare - Montagna - Animali - Insetti Sfondi Insoliti - Luoghi - Winter - Quadri - Stereogrammi Poesie - Poesie Vostre - Favole - Cartoni Animati Brescia - Venezia - Toscana - Sardegna - Sicilia - Napoli - Verona - Lago Como Disneyland - Seychelles - Collabora |
||||||
|
|
||||||
|
Abdicazione La spada mia, pesante in braccia stanche, La mia cotta di ferro, così inutile, La regalità ho smesso, anima e corpo, |
||||||
|
Addormentarsi adesso No, |
||||||
|
La vita non è uno scherzo. La vita non é uno scherzo. Prendila sul serio |
||||||
|
Amo
in te amo in te l'impossibile |
||||||
|
Anche questa mattina mi sono svegliato mi si é buttato addosso anche un biglietto di tram mi si è buttata addosso la fronte bianca del tempo mi sono svegliato anche questa mattina |
||||||
|
Se qui c'è la metà del mio cuore, dottore, |
||||||
|
Anima mia anima mia |
||||||
|
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti |
||||||
|
Benvenuta,
donna mia, benvenuta!
Benvenuta, donna mia, benvenuta! certo sei stanca certo avrai sete certo avrai fame la mia stanza è povera e prigioniera Benvenuta, donna mia, benvenuta! hai posato il piede nella mia cella hai riso hai pianto ricca come il mio cuore Benvenuta, donna mia, benvenuta! |
||||||
|
Berlino
Tra 4 giorni sarò a Mosca. Questa separazione non è che una strada sotto la pioggia. Arriveranno notizie, mi tufferò, correndo, verso nuove scelte. Tra 4 giorni sarò a Mosca. A Mosca è primavera, me l'hai detto al telefono. Anche questa separazione finisce, grazie al cielo. Ritorno. In me non c'è che la notte di questa separazione. In me la tua solitudine. Solitudine: pane di ricordi che non sazia. A Berlino, nella mia stanza d'albergo, brilla il sole. A Berlino c'è il bisbiglio inzuppato degli uccelli - stamattina è piovuto - e poi i tram, e il tempo. Non si decide a muoversi il tempo. E' rigido, gelato. Si potrebbe appenderlo a un chiodo, il tempo. E tagliarlo col coltello. Sono in una prigione, col più spietato degli aguzzini : il tempo. A Berlino nella mia stanza è pieno di sole. E tra 4 giorni sarò all'aeroporto. Nell' azzurro. |
||||||
|
Che sta facendo
adesso
Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? È a casa? Per la strada? Al lavoro? In piedi? Sdraiata? Forse sta alzando il braccio? Amor mio come appare in quel movimento il polso bianco e rotondo! Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? Un gattino sulle ginocchia lei lo accarezza. O forse sta camminando ecco il piede che avanza. Oh i tuoi piedi che mi son cari che mi camminano sullanima che illuminano i miei giorni bui! A che pensa? A me? o forse... chi sa ai fagioli che non si cuociono. O forse si domanda perché tanti sono infelici sulla terra. Che sta facendo adesso Adesso, in questo momento? |
||||||
|
Ciò
che ho scritto di noi
Ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia è la mia nostalgia cresciuta sul ramo inaccessibile è la mia sete tirata su dal pozzo dei miei sogni è il disegno tracciato su un raggio di sole ciò che ho scritto di noi è tutta verità ciò che ho scritto di noi è tutta una bugia |
||||||
|
Della
morte
Entrate, amici miei, accomodatevi siate i benvenuti mi date molta gioia. Lo so, siete entrati per la finestra della mia cella mentre dormivo. Non avete rovesciato la brocca nè la scatola rossa delle medicine. I visi nella luce delle stelle state mano in mano al mio capezzale. Com'è strano Com'è strano Hascìm, figlio di Osmàn, Non restate in piedi, sedetevi. Yakùp, del villaggio di Kayalar E tu, Ahmet Gemìl, lo scrittore? Lascia stare, Gemìl Vi credevo morti, amici miei La morte è giusta, dice un poeta persiano, Yakùp Lascia quella bottiglia, Ahmer Gemìl, Il poeta persiano ... Dove andate? |
||||||
|
Durante
tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
Durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me non dico che fosse come la mia ombra mi stava accanto anche nel buio non dico che fosse come le mie mani e i miei piedi quando si dorme si perdono le mani e i piedi io non perdevo la nostalgia nemmeno durante il sonno durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
durante tutto il viaggio la nostalgia non si è separata da me
|
||||||
|
Foglie morte
Veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali soprattutto se sono ippocastani soprattutto se passano dei bimbi soprattutto se il cielo è sereno soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami soprattutto se quel giorno mi sento d'accordo con gli uomini e con me stesso veder cadere le foglie mi lacera dentro soprattutto le foglie dei viali dei viali d'ippocastani. |
||||||
|
Guardo
in ginocchio la terra
Guardo in ginocchio la terra guardo lerba guardo linsetto guardo listante fiorito e azzurro sei come la terra di primavera, amore, io ti guardo. Sdraiato sul dorso vedo il cielo Ho acceso un fuoco di notte in campagna Sono tra gli uomini amo gli uomini |
||||||
|
I
giorni son sempre più brevi
I giorni son sempre più brevi le piogge cominceranno. La mia porta, spalancata, ti ha atteso. Perché hai tardato tanto? Sul mio tavolo, dei peperoni verdi, del sale, del pane. Ma ecco sui rami, maturi, profondi |
||||||
|
I tuoi occhi
I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi che tu venga allospedale o in prigione nei tuoi occhi porti sempre il sole. I tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi i tuoi occhi
|
||||||
|
Il mattino
Ti svegli. Dove sei? A casa. Non hai potuto ancora abituarti: al tuo risveglio trovarti a casa. Ecco quel che ti lasciano tredici anni di carcere. Chi cè nel letto, accanto a te? |
||||||
|
Il mio funerale
Il mio funerale partirà dal nostro cortile? Come mi farete scendere giù dal terzo piano? La bara nell'ascensore non c'entra e la scala è tanto stretta. Il cortile sarà, forse, pieno di sole, di piccioni Se mi tiran su nel furgone col viso scoperto, come usa qui, La finestra della nostra cucina mi seguirà con lo sguardo |
||||||
|
Il mio secolo non
mi fa paura
Il mio secolo non mi fa paura, il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà il mio secolo coraggioso e eroico. Non dirò mai che sono vissuto troppo presto o troppo tardi. Sono fiero di essere qui, con voi. Amo il mio secolo che muore e rinasce un secolo i cui ultimi giorni saranno belli: il mio secolo splenderà un giorno come i tuoi occhi. |
||||||
|
Il
raggio è riempito di miele
Il raggio è riempito di miele i tuoi occhi son pieni di sole. I tuoi occhi, mia rosa, saranno cenere domani, e il miele continuerà a riempire altri raggi. Non mi fermo a rimpiangere i giorni passati Un giorno, madre natura dirà: Mia creatura |
||||||
|
Il vento cala e
se ne va
Il vento cala e se ne va lo stesso vento non agita due volte lo stesso ramo di ciliegio gli uccelli cantano nellalbero ali che voglion volare la porta è chiusa bisogna forzarla bisogna vederti, amor mio, sia bella come te, la vita sia amica e amata come te so che ancora non è finito |
||||||
|
In
questa notte dautunno |
||||||
|
Le
sedie dormono in piedi
Le sedie dormono in piedi anche il tavolo il tappeto sdraiato sul dorso ha chiuso gli arabeschi lo specchio dorme gli occhi delle finestre sono chiusi il balcone dorme con le gambe penzolanti nel vuoto i camini sul tetto dirimpetto dormono sui marciapiedi dormono le acacie la nuvola dorme stringendosi al petto una stella in casa fuori di casa dorme la luce ma tu ti sei svegliata |
||||||
|
Lettere
dal carcere a Munevver
Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? E' a casa? Per la strada ? Al lavoro? In piedi? Sdraiata? Forse sta alzando il braccio? Amor mio come appare in quel movimento il polso bianco e rotondo! Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? Un gattino sulle ginocchia Lei lo accarezza. O forse sta camminando ecco il piede che avanza. Oh i tuoi piedi che mi son cari che mi camminano sull'anima che illuminano i miei giorni bui! A che pensa? A me? O forse chi sa ai fagioli che non si cuociono. O forse si domanda perché tanti sono infelici sulla terra. Che sta facendo adesso adesso, in questo momento? |
||||||
|
Laddio
Luomo dice alla donna tamo e come: come se stringessi tra le palme il mio cuore, simile a scheggia di vetro che minsanguina i diti quando lo spezzo follemente. Luomo dice alla donna La donna dice alluomo con le mie labbra La donna ha taciuto È così che si sono lasciati. |
||||||
|
Mehmet
Da una parte gli aguzzini ci separano come un muro. Dall'altra questo cuore sciagurato mi ha fatto un brutto scherzo, mio piccolo, mio Mehmet, forse il destino m'impedirà di rivederti. Sarai un ragazzo, lo so, simile alla spiga di grano: biondo, snello, alto di statura. Ero così quand'ero giovane. I tuoi occhi saranno vasti come quelli di tua madre, con dentro talvolta uno strascico amaro di tristezza. Avrai una bella voce, la mia era atroce. La tua fronte sarà chiara. Le canzoni che canterai spezzeranno i cuori. Sarai un conversatore brillante. In questo ero maestro anch'io, quando la gente non m'irritava i nervi. Dalle tue labbra colerà il miele. Ah Mehmet, quanti cuori spezzerai! Non dare pena a tua madre. Tua madre, forte e dolce come la seta, sarà bella anche all'età delle nonne, come il primo giorno che la vidi. Aveva 17 anni, sulle rive del Bosforo. Era il chiaro di luna, era il chiaro del giorno, era simile a una susina dorata. Tua madre un giorno, come al solito, ci siamo lasciati: a stasera! Era per non rivederci mai più. Tua madre nella sua bontà la più saggia delle madri. Non ho paura di morire, figlio mio. Eppure malgrado tutto a volte trasalisco di colpo. Contare i giorni difficile. Non ci si può saziare della vita, Mehmet, non ci si può saziare. Non vivere a questo mondo come un inquilino. Vivi su questa terra come se fosse la casa di tuo padre. La nostra terra, la Turchia, un bel paese tra gli altri paesi, e i suoi uomini, quelli di buona lega, sono lavoratori pensosi e coraggiosi e atrocemente miserabili. Tu, il futuro, lo vedrai coi tuoi occhi, lo toccherai con le tue mani. Io forse morirò lontano dalla mia lingua, dalle mie canzoni, dal mio sale ,dal mio pane, sentendo la nostalgia di tua madre e di te. Mehmet, piccolo mio, me ne vado. Sono calmo. La vita che si disperde in me si ritroverà in te, per lungo tempo. |
||||||
|
Nella
casa addormentata
Nella casa addormentata in questalba la luce che si muove al secondo piano è una stella rimasta lassù sono sceso senza rumore nella freschezza calma di questalba |
||||||
|
Nelle mie braccia
tutta nuda
Nelle mie braccia tutta nuda la città la sera e tu il tuo chiarore lodore dei tuoi capelli si riflettono sul mio viso. Di chi è questo cuore che batte Dove finisce la notte |
||||||
|
Non
è un cuore
Non è un cuore, perdio, è un sandalo di pelle di bufalo che cammina, incessantemente, cammina senza lacerarsi va avanti su sentieri pietrosi. Una barca passa davanti a Varna |
||||||
|
Notturno in tram a Berlino
ciascuno cammina solo ma siamo l'uno a fianco dell'altro che cosa non avremmo dato gli uni e gli altri per non sentire dentro di noi abbiamo pietà imprechiamo gli uni contro che cosa non avremmo dato per arrivare a un incrocio e infilare presto la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia tutti e la notte prendiamo il tram i tram che non sappiamo dove vadano la notte i tram puliti larghi a tre vagoni ci portano in a un tratto si levano davanti a noi dei muri bruciati e sotto delle finestre appaiono davanti a noi e vengono in folla verso finestre che non hanno nè vetri nè infissi che non sono
finestre passiamo davanti alle porte senza battenti le porte che aprono su nulla sui marciapiedi degli uomini con tre punti sopra il bracciale aspettano il tram sono appoggiati sui loro bastoni dalle punte di gomma non so se tutti i muti sono anche dei sordi ma certo la maggior parte dei ciechi sono dei ciechi con gli occhi aperti e le luci dei tram cadono nei loro occhi aperti ma loro non si rendono conto che la luce cade nei loro occhi vecchie bigliettaie stanche fanno salire i ciechi sui tram donne che mi avete guidato teneramente tenendomi per mano a quasi tutte voi non ho dato che qualche poesia e forse un po' di tristezza sono grato a voi tutte traversiamo le tenebre degli spiazzi vuoti dove crescono i ciuffi d'erbacce i tram traversano le piazze i cui palazzi barocchi sono distrutti e le pietre bruciate spezzate si somigliano talmente che la testa questa città è tutta bucata perchè ha mandato i suoi soldati a distruggere altre città ho visto città rase al suolo avevano mandato i loro soldati a distruggere altre città e i soldati delle altre città le avevano rase al suolo ho visto città che preparavano i loro soldati per mandarli dei violinisti salgono in tram con le scatole dei violini sotto questo agosto è forse l'ultimo agosto del mondo ha chiesto uno
dei violinisti alla bigliettaia in una lingua che non conosco credo ch'essi stessi non sappiano perchè e contro chi sono in collera che ora sarà adesso all'Avana amore mio sarà notte o giorno le ragazze scendono dai tram le loro gambe sono abbastanza ben fatte senza fare un gesto seduto dove sono le seguo e sotto il ponte i suoi capelli son paglia d'oro le sue ciglia azzurre il suo collo bianco è lungo e rotondo alle fermate vecchie donne terribili con cappelli di l'uomo seduto alla mia destra s'è inabissato dentro se stesso è così lo so è così che la vecchiaia comincia tuttavia non è in mio potere non cadere nelle onde tristi così comincia la vecchiaia l'uomo seduto alla mia destra è caduto ancora nelle onde tristi alla porta del deposito siamo scesi dall'ultimo tram rientriamo a piedi tutti e quattro la vecchiaia la solitudine e io e poi una malinconia quando arriviamo all'albergo il sole comincia a spuntare nella nostra stanza apriamo la radio parla dei vascelli cosmici. |
||||||
|
Prima che bruci Parigi
Finchè ancora tempo, mio amore In alto, le case di pietra Finchè ancora tempo, mio amore Finchè ancora tempo, mio amore |
||||||
|
Rubai Giorno d'inverno, senza macchia, trasparente Chi sa, forse non ci ameremmo tanto E' così, mio usignolo, tra te e me Finito, dirà un giorno madre Natura |
||||||
|
Sei
la mia schiavitù sei la mia libertà |
||||||
| Sera Sei appena uscito di prigione e appena uscito ecco tua moglie incinta. La sera la prendi sottobraccio. Ve ne andate a passeggio per le strade del quartiere. Ha il ventre quasi fino al naso tua moglie. E il suo peso sacro lo porta con civetteria. Tu sei fiero e pieno di rispetto. Fa fresco, una freschezza come le mani di un bimbo infreddolito. I gatti del quartiere aspettano attorno alla macelleria. Al primo piano, la macellaia ricciuta, i grossi seni appoggiati sul davanzale, contempla il tramonto. In mezzo al cielo compare una stella, limpida e bella come un bicchier d'acqua. L'estate è durata a lungo quest'anno e se i gelsi sono ingialliti, i fichi sono ancora verdi. Refik, il tipografo, e la figlia più giovane di Jorghi, il lattaio, passeggiano su e giù, con le dita intrecciate. Karabè, il pizzicagnolo, ha già acceso le luci. Quest'armeno non ha dimenticato il massacro di suo padre tra le montagne curde. Ma a te, ti vuol bene. Anche tu non li puoi perdonare quelli che hanno messo questo marchio sulla fronte del popolo turco. I malati, i tisici del quartiere guardano da dietro i vetri. Il figlio di Nuriye, la lavandaia, disoccupato, ingobbito dalla tristezza, s'avvia verso la bettola. In casa di Rahmi si sente il radio-giornale. Hanno mandato 4500 ragazzi in un paese dell'Estremo Oriente per massacrare i loro fratelli, dal viso giallo lunare. Il tuo viso arrossisce di collera e di vergogna. Non sei obiettivo, no, al diavolo, ma triste di una tristezza tua propria, una tristezza con le mani e i piedi legati, come se fossi ancora in prigione, e giù in guardina sentissi i gendarmi battere i contadini. La notte è caduta. Il passeggio serale è terminato. Una jeep della polizia entra nella strada. Tua moglie sussurra: «andrà a casa?». |
||||||
| Sotto la pioggia camminava
la primavera Sotto la pioggia camminava la primavera con i suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca chiusa tra gli pneumatici i motori le stoffe le pelli il mio cardiogramma era pessimo quel giorno quel che si attende verrà in un'ora inattesa verrà tutto da solo senza condurre con sè coloro che già partirono suonavano il primo concerto di Ciajkowskj sotto la pioggia salirai le scale senza di me un garofano sta all'ultimo piano della casa al balcone sotto la pioggia camminava la primavera con i suoi piedi esili e lunghi sull'asfalto di Mosca ti sei seduta di fronte a me non mi vedi sorridi a una tristezza che fuma lontano la primavera ti porta via da me ti conduce altrove e un giorno non tornerai più ti perderai nella pioggia. |
||||||
| Ti amo come se mangiassi il
pane Ti amo come se mangiassi il pane spruzzandolo di sale come se alzandomi la notte bruciante di febbre bevessi l'acqua con le labbra sul rubinetto ti amo come guardo il pesante sacco della posta non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia pieno di sospetto agitato ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il crepuscolo scende su Istanbul poco a poco ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo. |
||||||
| Ti ho sognata Ti ho sognata mi sei apparsa sopra i rami passando vicino alla luna tra una nuvola e l'altra andavi, e io ti seguivo ti fermavi e io mi fermavo, mi fermavo, e tu ti fermavi, mi guardavi e io ti guardavo ti guardavo e tu mi guardavi poi tutto è finito. |
||||||
| Ti sei stancata di portare
il mio peso Ti sei stancata di portare il mio peso ti sei stancata delle mie mani dei miei occhi della mia ombra dei miei tradimenti le mie parole erano incendi le mie parole erano pozzi profondi le mie parole erano stanchezza, noia serale, un giorno improvvisamente sentirai dentro di te il peso dei miei passi che si allontanano esitando quel peso sarà quello più grave. |
||||||
| Varna 1952 Impossibile dormire la notte qui a Varna impossibile dormire per via di queste stelle che son troppe troppo lucide troppo vicine per via del mormorio sul greto dell'ode morte il loro sussurro le loro perle i loro ciottoli le alghe salate per via del rumore di un motore sul mare come un cuore che batte per via dei fantasmi venuti da Istanbul sorti dal Bosforo che invadono la stanza gli occhi verdi dell'uno le manette ai polsi dell'altro un fazzoletto nelle mani del terzo un fazzoletto che sa di lavanda. Impossibile dormire la notte qui a Varna, mio amore, |
||||||