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LA BASILICA DI S.MARCO
Fai click per ingrandireSecondo la tradizione nell'anno 828, due mercanti veneziani rubarono ad Alessandria d'Egitto le spoglie di San Marco Evangelista e le portarono a Venezia. L'anno successivo, nel luogo dove sorgeva la Chiesa di S.Teodoro (primo patrono della città), iniziarono i lavori per costruire una nuova chiesa, che potesse accogliere la preziosa reliquia, e S.Marco, divenne il nuovo patrono di Venezia. Nell' XI secolo la chiesa fu riedificata per adeguarla al crescente prestigio della città.
Fai click per ingrandireSi realizzò quindi la struttura a cinque cupole, simile alla Basilica di Costantinopoli, che ancora oggi possiamo ammirare. Nei secoli successivi, mentre Venezia era all'apice della potenza, fu ingrandita e costantemente arricchita di marmi, mosaici, bassorilievi, statue, colonne, realizzando comunque un insieme armonico.
Particolarmente notevoli sono i mosaici a fondo d'oro che ricoprono le pareti della Basilica per una superficie di 4.240 metri quadrati, tanto da far scomparire completamente la struttura architettonica interna. Al suo interno è conservata la "Pala D'Oro", una grandiosa opera di oreficeria, ricoperta da gemme e smalti, che i veneziani sottrassero a Costantinopoli, dopo averla conquistata nel 1204. Della metà del XIV secolo è invece la "Pala Feriale" di Paolo Veneziano, una tavola lignea dipinta con le storie di S.Marco, utilizzata per coprire la "Pala D'Oro" nei giorni non festivi.Fai click per ingrandire
Furono sottratti dall'Ippodromo di Costantinopoli anche i quattro cavalli in rame situati nella loggia della Basilica. Napoleone, a sua volta, se ne impossessò dopo la conquista di Venezia nel 1797 e furono restituiti solo nel 1815. Sostituiti con delle copie per poterli preservare meglio, sono in mostra all'interno della Basilica dal 1982.
Piazza San Marco e i Cavalli
Dipinto del Canaletto (1697-1768)

LE COLONNE DI MARCO E TODARO
Fai click per ingrandireFra la fine della Piazzetta di S.Marco e l'inizio del molo, si trovano due colonne di granito portate a Venezia nel XII secolo, dalla città Tiro, come bottino di guerra. In origine erano tre, ma una andò perduta in mare durante le operazioni di scarico. Per oltre un secolo furono lasciate in orizzontale, finché un costruttore bergamasco non realizzò un ingegnoso sistema per raddrizzarle. Bloccò un lato delle colonne e legò l'altro con fasci di corde che fissò al suolo sull'altro lato della Piazza. Bagnò poi le corde, che aumentarono di volume e si accorciarono, provocando il sollevamento della testa delle colonne di alcuni centimetri. Fai click per ingrandireFurono posti dei sostegni di legno sotto le colonne e si provvide a rilegarle con funi più corte che vennero di nuovo bagnate, e così di seguito finché non raggiunsero la posizione verticale. Sulla loro sommità furono poi posti il Leone di S.Marco (Santo patrono della città) e la statua di S.Teodoro che uccide il drago (Todaro in veneziano). Nello spazio fra le due colonne venivano giustiziati i condannati a morte. Era inoltre l'unico punto della città dove si poteva praticare il gioco dei dadi.


... si abbassano le serrande, fantasmi in maschera ...
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