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IL DOGE
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Il Doge era la massima autorità della Repubblica di Venezia, ma non aveva potere deliberativo, esecutivo o giudiziario, né gli era concesso di svolgere da solo alcuna funzione di governo o di rappresentanza. Poteva lasciare il Palazzo solo in compagnia di altri membri del governo ed uscire dalla città per qualche giorno solo con un permesso del Consiglio. Era però il rappresentante dello Stato e la sua figura era carica di innumerevoli e importantissime valenze simboliche. I Dogi furono circa 120 e governarono dal 697 al 1797. Fai click per ingrandireParticolarmente notevole per l'epoca è che la carica di Doge non era ereditaria, ma elettiva (l'elezione avveniva con una procedura complicatissima); inoltre spettava al Doge pagare personalmente i propri abiti di rappresentanza, le ristrutturazioni del Palazzo Ducale ed offrire almeno cinque banchetti l'anno. Alla sua morte si calcolava se avesse speso più denaro pubblico di quello entrato con le tasse, in caso affermativo, gli eredi dovevano coprire l'ammanco.

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Palazzo Ducale e veduta della riva degli Schiavoni
Dipinto realizzato dal Canaletto (1697-1768)

PALAZZO DUCALE
Il
primo Palazzo Ducale, in realtà un castello chiuso e fortificato del quale non esiste più nulla, fu edificato nell'anno 810. Nel X secolo è parzialmente distrutto da un incendio ed il Doge in carica (Sebastiano Ziani) decide di provvedere ad una ristrutturazione radicale. Crea una struttura più aperta, in stile bizantino, e realizza due ali distinte del palazzo per le diverse funzioni del Doge. La parte che guarda verso la Piazzetta, ospita il "Palazzo della Giustizia", mentre quella che guarda verso il mare ospita il "Palazzo del Governo".

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Intorno al 1340 sotto il Doge Bartolomeo Gradenigo, inizia una nuova ristrutturazione in stile gotico che interesserà prima il Palazzo del Governo e poi quello della Giustizia. Intorno al 1480 all'epoca di Giovanni Mocenigo, i lavori si concludono ed il palazzo avrà l'aspetto odierno con un secondo piano con poche finestre e decori geometrici bianchi e rosa ed un primo piano caratterizzato da una loggia delimitata da una lunga serie di colonne bianche.
La nona arcata della loggia della facciata che dà sulla piazzetta, si distingue per il colore rosso del marmo delle colonne, ad indicare il punto da cui venivano lette le sentenze di morte.
Fai click per ingrandire

Fai click per ingrandireNel 1483 un grosso incendio devasta la parte del Palazzo che si affaccia sul canale, rendendo necessaria la costruzione di un nuovo edificio. Dal lato opposto del canale nel 1600 saranno realizzate le Prigioni Nuove. I due edifici verranno collegati fra loro dal "Ponte dei Sospiri", così chiamato perché, secondo la tradizione, i condannati che lo percorrevano diretti alle prigioni, sospiravano guardando per l'ultima volta la laguna di Venezia.


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